sabato 7 novembre 2009

INTERVISTA DI DEBORA LOMBARDO, "LE TECNICHE ALTERNATIVE"

Giovanna:


..Mi sembra di capire che io e te siamo d'accordo su un punto, che preciso nel mio METODO DI CANTO CROSSOVER a pagina 109 "L'Autore" :"LA TECNICA VOCALE, e cioe' l'uso corretto della voce, E' UNA SOLA... Purtroppo, e' spesso l'aspetto "accademico" che, non avendo a volte la conoscenza specifica dei generi musicali, puo' trasmettere all'allievo limitate, se non errate, convinzioni."

Questo e' il motivo della mia prima domanda "perche' tecniche" e non metodi (scusa se rispondo ad una domanda con un’altra domanda, ma avendo fatto la giornalista per un po’ di tempo forse un po’ mi e’ rimasto dentro qualcosa della tua professione!). Il motivo per cui io faccio una distinzione sostanziale tra i termini TECNICA e METODO e'..perche', di fatto, significano due cose assolutamente diverse!!

DA WIKIPEDIA

Tecnica deriva dal greco téchne, "arte" nel senso di "perizia", "saper fare", "saper operare". La tecnica si differenzia in tal modo dal metodo e dalla strategia.

Un metodo identifica spesso un manuale a carattere didattico con esercizi e teoria per l'insegnamento di una disciplina artistica, oppure una scuola didattica specifica:

Metodo- in cui possono essere contenuti, fra l'altro, degli studi

Metodo Stanislavskij- scuola teatrale

Metodo Montessori- metodo per la pedagogia infantile di Maria Montessori

Con questo voglio dire:

La TECNICA quindi e' l'azione del canto che, con metodi di studio appropriati che possono essere diversi ed usare linguaggi ed esercizi diversi piu o meno efficaci, ti permettono di raggiungere la TECNICA CORRETTA probabilmente con tempistiche diverse.

Forse con questa mia affermazione potrebbe sembrare inutile rispondere a tutte le tue altre domande...


Ed in quel marasma che tu giustamente identifichi come “confusione che si e' creata” tra gli allievi che studiano canto, sta anche l'errata opera di bombardamento operato dai media. Cio' che la televisione vende da un po di tempo usa e confonde i giovani che aspirano alla facile fama ed il successo; questi sono, a mio parere, danni incredibili per la nuova generazione.

Ricordiamo tutti il serial televisivo “Fame” di cui e' appena uscito il nuovo film? (almeno qui negli Stati Uniti). "Fatica e Sudore" erano i messaggi che venivano trasmessi a noi che siamo cresciuti in quel periodo.

Carla Fracci e' diventata prima ballerina della Scala perche' ha trovato un insegnante che in 2 lezioni l'ha fatta diventare tale? Usain Bolt corre i 100 metri in 9 secondi perche' il suo coach gli ha "svelato i trucchi" della velocita in 10 minuti? Lang Lang e' uno dei piu grandi pianisti al mondo grazie ed un insegnante poderoso?

Noi insegnanti che abbiamo tra le mani centinai di allievi sappiamo benissimo che ce' chi parte avvantaggiato da madre natura, chi gia alla prima lezione ci ammalia con una voce meravigliosa e naturalmente dotata. E chi invece ha bisogno di faticare per raggiungere quello stesso risultato. Cosi come in tutte le altre discipline

Torniamo al Metodo Crossover.

E' importante che ti dica del mio background di ricerca e studio che credo sia fondamentale in cio che e' il risultato del mio METODO.

Innanzi tutto nasco pianista, prima classica poi jazz, e per questo motivo mi definisco musicista. I miei inizi come studente di canto non sono classici bensi Jazz grazie ad una grandissima insegnante, Francesca Oliveri, cantante di tradizione gospel e spiritual che a sua volta aveva studiato con Gabriella Ravazzi, cantante lirica che per prima, credo, utilizzava la metodologia di studio classica sul repertorio "moderno".

Vinsi una borsa di studio a San Diego, California, per studiare alla UCSD con un reverendo afro-americano, Ken Anderson, docente di Gospel e tecnica vocale presso l'universita'. Scopro con piacere che il reverendo, cantante d'opera e Gospel che tra l'altro cantava la tradizionale messa Gospel (quella vera non per i turisti) utilizzava LO STESSO METODO di canto che avevo studiato in Italia.

Nel 1990, a Los Angeles, cominciai a studiare con Seth Riggs "in persona". Erano tempi in cui Seth Riggs non esisteva nel "linguaggio comune" degli studenti-insegnanti Italiani. Nel frattempo in Italia mi avvicino alla lirica con Aida Claretto Prestia, una distinta cantante d'opera e splendida insegnante.

Dunque, Aida mi parla anche lei del canto a livello del “parlato” e lei fa e sa solo opera lirica. Non si occupa di canto moderno.

Ho avuto la fortuna di lavorare e studiare con alcuni tra i migliori insegnanti al mondo credo.

La mia esperienza personale, che e' poi il risultato che ho messo sul METODO DI CANTO CROSSOVER e' questa. La mia insegnante di lirica non insegna lo scat o un suono Jazz. Seth Riggs non ha apprezzato del tutto i suoni arabo-mediterranei che ho usato nel mio cd Jungle e Maree. Eppure con Jungle e Maree ho vinto 2 music Award ed ho avuto 3 nominations come migliore cantante world music e migliore produzione dell'anno.

Il METODO CROSSOVER e' il prodotto, non solo di anni di studio classico, jazz, mediterraneo, folcloristico, arabo, bossa nova e quant'altro, ma SOPRATTUTTO il prodotto di anni di palcoscenico. Se un insegnante non e' stato sul palco, non ha affrontato viaggi massacranti, fusi orari, concerti all'aperto o al chiuso, in studi di registrazione.... mi dici cosa e come puo’ trasmettere una disciplina cosi delicata…

Un esempio chiaro ed efficace: ai fini del canto e' meglio respirare con il naso o con la bocca? Ci sono quintali di parole sprecate su internet in proposito e quando sono gli insegnanti a scrivere e la risposta e' “sbagliata”...allora capisco che quell'insegnante non ha nessuna esperienza di palcoscenico. Ed a mio parere quella persona NON deve insegnare canto perche’, non dimentichiamoci, che lo scopo finale del gioco e' cantare! (quindi non siamo noi insegnanti i protagonisti)

Vorrei approfondire questo argomento perche' molto del mio lavoro e dei miei stage si basano proprio su questo, ma credo non ci sia spazio nel tuo libro per questo.

Rispondo ora alle tue domande, anche se molto risulta gia' chiaro da quanto ho detto finora.

Debora Lombardo 1) Differenze sostanziali con il metodo tradizionale (canto classico ossia lo studio in conservatorio) e con le altre metodologie nate in questi anni.

Onestamente non ho studiato tutte le metodologie esistenti al momento. Riconosco comunque molti metodi di applicazione degli esercizi chiamati con termini diversi. Sono sicura sono tutti efficaci a modo loro.

Conosco il metodo “classico” e conosco lo Speech Level.

Il Metodo Crossover, a differenza di quello classico, non ha limiti stilistici e grazie ad esercizi che intervengono sull'uso del fiato, determinate posizioni in maschera ed intervenendo sulla progettazione del suono si vanno a produrre suoni a seconda dell'interpretazione che si vuole ottenere (ad esempio un suono cosiddetto lirico o “moderno”). Quello che ogni cantante fa, ma anche cio' che ogni musicista fa (vedi un trombettista o un saxofonista) e' passare tutto il periodo di studio, se non tutta la vita, a lavorare sulla costruzione di un suono “unico”, connesso e bilanciato.

Debora Lombardo: 2) Quanti anni di studio prevede il percorso formativo per uno studente?

Per una formazione completa consiglio dai 3 ai 4 anni di studio. Includo in questa formazione la costruzione di un repertorio, di una crescita che include una personale interpretazione nell'esecuzione che fa parte della conoscenza delle proprie potenzialita'. Durante questi anni, ovvio, la famosa “gavetta” sul palco e' consigliata.

Debora Lombardo: 3) Caratteristiche necessarie per intraprendere il Metodo Crossover

nessuna

Debora Lombardo: 4) Una sua opinione riguardo alle scuole di canto italiane (in generale sia pubbliche che private)

Credo che in Italia ci siano ottimi insegnanti ed ottime scuole di canto. Altrimenti non si spiegherebbe la presenza di tanti musicisti di ottimo livello. Abito negli Stati Uniti quindi mi e' facile fare un paragone tra i due panorami musicali. In Italia manca una buona riforma scolastica, che inizi davvero a considerare non solo la musica classica come materia “ufficiale” da studiare. Anche perche' lo scopo dello studio e' lavorare! Ed il mercato ha delle richieste ben differenziate.

Ci sono classi di Jazz nei conservatori da qualche anno, ma questo non basta. Il vero problema e' iniziare a considerare la musica come una professione e non un hobby e questo non avverra' a breve. E' una forma mentis che necessita tempo per essere al pari delle altre scuole europee o statunitensi. Di contro posso dire che la nostra tradizione classica ha una storia unica e che ci sono feste patronali in molti paesi dove il folclore, come le tarantelle o una serenata napoletana, viene ancora tramandata oralmente... e questo fascino e' ancora vivissimo nella nostra tradizione. I banchi di scuola non sono sempre i luoghi dove imparare. L'arte “a bottega” nasce in Italia e una tamurriata cantata da uno “scugnizzo” napoletano non si impara sui banchi di scuola.

5) Cosa ne pensa del panorama musicale italiano, nel senso di

informazione musicale dei network.

Se parliamo di televisione, non posso pronunciarmi in modo molto favorevole. La televisione e', tra i media, quello che ha piu' influenza sui giovani. Noi insegnanti di canto sappiamo quale e' il prototipo di allievo che viene a lezione oggi: 70% aspirazione massima, fare l'audizione per Xfactor o per Amici. Per fortuna il resto della percentuale aspira a fare o scrivere musica. Anche gran parte delle radio, oggigiorno hanno un palinsesto “leggermente” pilotato, ma di sicuro c'e' ancora molta liberta' di ascoltare bella musica di ogni provenienza.

Comunque il resto dei network sono favolosi. Internet soprattutto, grazie ai quali si ha la liberta' di scegliere cosa e chi ascoltare.

6) Dopo quanto tempo si cominciano a vedere i primi risultati?

La domanda e’ semplice, ma la risposta di un qualunque docente che propone un serio programma di studio, non puo’ essere parimenti semplice, soprattutto tenendo conto delle diverse potenzialita' naturali di chiunque; poi, bisogna distinguere di “quali risultati” stiamo parlando.

Ti posso dire che dopo la prima lezione un allievo deve essere in grado di sapere esattamente qual e' la sua estensione nelle 2 ottave e mezza o 3 di cui e' dotato, deve aver imparato la giusta respirazione e dove va proiettato il suono in maniera corretta. L'applicazione ed il miglioramento necessitano (ovviamente) di tempo. Quando riuscira' a cantare uno scat come Ella Fitzgerald alla stessa velocita’? Per quello ci va tempo e lavoro. Quindi: i progressi si avvertono fin da subito ma, come per tutte le discipline, ci va studio e costanza.“Freedom in discipline!” questo e' il motto di un grandissimo insegnante, noto ad New York per aver sfornato i piu' grandi talenti artistici.

Seth Riggs anni fa mi invito' ad osservare le sue lezioni era, se non sbaglio la fine degli anni '90. Venne a lezione di canto, come faceva tutte le settimane, Ray Charles. Quella fu per me una grande lezione di umilta', disciplina e serieta'. Avra' avuto una settantina di anni.

Debora Lombardo: 7) A chi ci si rivolge per iniziare un programma formativo?

Vuoi dire a quale insegnante ci si deve rivolgere in generale o per studiare il Metodo Crossover? Per studiare il Metodo Crossover ci sono sia sul mio sitowww.giovannagattuso.com che su quello della scuola www.venicevoiceacademy.com le info con i contatti e la possibilita' di scegliere un insegnante certificato ad insegnare il metodo.

In generale, anche per uno studente che decide di sperimentare nuovi metodi o di studiare con uno o l'altro insegnante anche all'estero (e c’e ne una miriade di davvero bravi), il mio consiglio e' quello di informarsi sempre in merito alla carriera artistica di un insegnante (quindi se davvero puo’ trasmettere qualcosa in piu’ rispetto alla parte didattica) ed anche di chiedere dei feedback a chi ha gia’ avuto esperienze di studio.

Nessun commento:

Posta un commento